Articoli dal nuovo blog di Smartfeeling

sabato 25 luglio 2009

Ma a cosa servirà mai Twitter?

Ma a che servirà Twitter?
Ho provato a rispondere con questa mappa concettuale.

Se qualcuno vuole aiutarmi a renderla piu' completa, è il benvenuto.

sabato 9 maggio 2009

Smartfeeling si rinnova


Il blog Smartfeeling si rinnova e vi propone un nuovo look ed una nuova organizzazione dei contenuti.

Potete continuare a seguirlo a questo indirizzo:
http://www.smartfeeling.org/blog/

O con questo Feed:

Smartfeeling

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lunedì 4 maggio 2009

Enterprise 2.0 a piccoli passi...

Tante sono le barriere (e di diversa natura) che ci si trova a dover superare nel momento in cui introduciamo in un'Azienda un qualche cambiamento. Non sempre, nonostante gli intenti dichiarati, tutti riescono a superare le paure indotte dalle novità e dalle innovazioni (novità che portano cambiamenti in positivo).
Niente di cui stupirsi, è del tutto naturale.

I progetti che introducono i social media all'interno di un'Azienda portano moltissimi cambiamenti, soprattutto culturali. In alcuni casi il nuovo "paradigma" è talmente differente da quello esistente che sembra quasi naturale chiudersi in un atteggiamento difensivo che salvaguardi le (tranquillizzanti) procedure ormai consolidate.
Tuttavia è sufficiente varcare appena la soglia del cambiamento, che tutti i pregiudizi e le paure svaniscono improvvisamente. La spirale positiva dei cambiamenti portati dalla maggiore collaborazione tra impiegati, da una comunicazione trasversale molto più chiara ed efficiente, dalla partecipazione e dalla scoperta di nuovi orizzonti partecipativi, abbattono ogni barriera e fanno dimenticare qualsiasi preconcetto.

Ma come dare la prima spinta al volano dell'Enterprise 2.0 all'interno dell'Azienda?
Il mio consiglio e quello di superare le prime diffidenze partendo "in piccolo", con qualcosa di semplice la cui utilità sia immediatamente percepibile da tutti.
Insomma, partire a piccoli passi.
Personalmente ho trovato molto efficace partire con un blog interno. Molto probabilmente già in fase di pianificazione del progetto potreste rilevare la necessità di avviarne contemporaneamente piu' di un0 (alcuni reparti aziendali hanno esigenze specifiche).
I vantaggi legati all'utilizzo di un blog interno sono molti e possono coinvolgere diversi settori dell'Azienda.
Ecco alcuni degli esempi che ho riportato in un progetto recente:
  • Accorcia le distanze tra gli uffici, favorendo la conversazione tra argomenti di interesse comune.
  • Stimola la partecipazione e da voce a tutti gli utenti. Chiunque può rispondere ad un post con un commento.
  • Può diventare un valido strumento formativo, avviando un processo di "Formazione Continua" all'interno dell'Azienda (avete mai pensato ad una serie di post dedicati all'utilizzo dei vari strumenti software presenti in azienda?)
  • Favorisce la nascita di una "Community Aziendale", consentendo la condivisione sia di momenti lavorativi che di svago.
  • Riduce il carico di lavoro e gli archivi dei server di posta elettronica. Tutti i messaggi che interessano gruppi di utenti o tutta l'Azienda, vengono inseriti all'interno di un unico archivio aziendale e non piu' replicati su ogni singola casella di posta.
    Questo comporta un minor traffico di rete ed una minor quantità di spazio utilizzato, quindi costi minori.
  • Non contribuisce al congestionamento delle nostre caselle di posta elettronica, che vengono già messe a dura prova dal lavoro quotidiano e dallo spamming.
  • Non costringe i lettori ad aprire un messaggio e doverlo gestire (eliminare o archiviare in qualche modo).
  • Tiene traccia della comunicazione aziendale molto meglio di quanto non faccia la nostra casella di posta elettronica (soprattutto dopo l'attività di riorganizzazione degli archivi e pulizia dei messaggi considerati inutili).
Questi sono solo alcuni dei vantaggi che comporta l'utilizzo di un blog interno.
Ogni realtà ha i suoi, e molti derivano direttamente dal piano editoriale.
Vi prometto che nei prossimi post cercherò di approfondire ulteriormente il concetto di "blog interno", proponendo alcuni esempi di utilizzo e magari dando qualche indicazione aggiuntiva su come preparare il piano editoriale (oppure non serve?)

sabato 25 aprile 2009

Strumenti per l'Enterprise 2.0: Il Blog - Parliamo di trackback.


Cos'è il trackback?

Il sistema di TrackBack è stato introdotto nel 2002 dalla società Six Apart (www.sixapart.com) per la piattaforma di blogging Movable Type (open source).

Il TrackBack è un protocollo per la comunicazione peer-to-peer tra siti web.

Il cuore del TrackBack è il TrackBack Ping, cioè l'informazione inviata mediante URL che informa che la “risorsa A è collegata alla risorsa B”.

Grazie all'utilizzo del TrackBack i siti web possono comunicare tra loro e condividere risorse. Il concetto di “condivisione” è molto importante per qualsiasi sito web, in particolar modo per i blog che in pratica “vivono” e prosperano grazie alla “condivisione”.

Grazie al TrackBack Ping il Weblogger A (L'autore del blog) può informare il Weblogger B che ha scritto qualcosa che riguarda un suo articolo (una critica, un commento, una citazione, ecc...). A invia un TrackBack Ping a B.

URL di TrackBack

Quando un blog accetta commenti da altri blog, fornisce un link particolare per ogni articolo: l' URL di TrackBack.

Chiunque voglia scrivere un articolo in risposta ad un post, non deve fare altro che includere nel proprio articolo l' URL di TrackBack del post originale.

Il TrackBack Ping.




E' il cuore su cui si fonda il TrackBack.

Il TrackBack Ping informa un sito che qualcuno lo ha, in qualche modo, citato (A invia un TrackBack Ping a B).

Il TrackBack Ping rende possibili due cose fondamentali:

  • Il Weblogger B è in grado di listare automaticamente tutti i siti che fanno riferimento ad un post particolare sul proprio sito, consentendo così a tutti i propri lettori di visitare anche altri siti che trattano gli stessi argomenti, compreso il sito del Weblogger A.

  • Il ping fornisce un link esplicito al sito di B.

Quando leggiamo un articolo che ci interessa su un altro blog e desideriamo fare un commento, abbiamo due possibilità:

  • Inserire un commento direttamente sul blog che contiene il post originale

  • Scrivere un nuovo post sul nostro blog sfruttando il meccanismo di TrackBack del blog che ospita il post originale.

Nel primo caso non faremmo uso del TrackBack Ping, avremmo però la possibilità di inserire il link al nostro blog o sito direttamente nelle informazioni di testata del commento. Tuttavia lo spazio per il commento è ridotto e non sempre è sufficiente a contenere tutto quello che vorremmo dire e magari illustrarlo con qualche elemento grafico.

Nel secondo caso, invece, potremmo utilizzare l'editor di post del nostro blog e comparire comunque, grazie al TrackBack Ping, nella lista dei commenti sul post originale.

Per poter utilizzare le potenzialità del TrackBack Ping, anche il nostro blog dovrà ovviamente supportare il protocollo e consentici l'inserimento di:

  • Permalink del nostro articolo

  • Titolo dell'articolo

  • Riassunto o “excerpt” dell'articolo

  • Nome del blog

A questo punto, una volta ricevuto il TrackBack Ping, il blog che contiene l'articolo originale sarà in grado di elencare il nostro articolo tra i propri commenti.

In questo modo i lettori dell'articolo originale potranno accedere anche al nostro blog, leggere la nostra opinione e magari soffermarsi ad approfondire anche qualche altro argomento.

La forza del TrackBack Ping sta tutta nella capacità di creare network di blog, capace di guidarci in un percorso informativo senza eguali.

Grazie al TrackBack il mio blog/sito entra a far parte di un vero e proprio network informativo tematico, senza che per questo debba esserci una regia a definire categorie, piani editoriali, o altro.

Molti dei nostri lettori arriveranno dai motori di ricerca, ma molti altri dai link presenti su altri blog.
Detto questo dovrebbe essere chiaro il motivo per cui il TrackBack è così importante per il nostro blog.

Cosa possiamo fare grazie al TrackBack

Proviamo ora a riassumere brevemente quali sia l'utilità del TrackBack e quali conseguenze pratiche possa avere un utilizzo corretto di questa funzionalità:

  • Network di blog: Come visto sopra, grazie al TrackBack è possibile entrare a far parte di un vero e proprio circuito di siti collegati in vari modi tra loro. In questo modo le informazioni vengono aggregate e organizzate all'interno del network proprio grazie ai link inversi (o TrackBack).

  • Aggregazione di contenuti: Molti aggregatori di blog sfruttano proprio i TrackBack URL per creare archivi che raccolgono post dai più' disparati blog, e lo fanno in un arco temporale indeterminato. Questa tecnica consente di rintracciare post organizzati per argomento anche se piuttosto datati.

  • Commento remoto: E' l'utilizzo dei TrackBack più' conosciuto e più' chiaro alla maggior parte degli utenti. Grazie al TrackBack abbiamo la possibilità di “commentare” l'articolo di un blog che consideriamo interessante direttamente dal nostro blog, con tutti i vantaggi che ne derivano in termini di traffico.

Approfondimenti:
Creare Blog: Che cosa è il trackback (di Robin Good)

Vedi anche:
Strumenti per l'Enterprise 2.0: le Mappe Concettuali
Strumenti per l'Enterprise 2.0: Il Corporate Blog
Strumenti per l'Enterprise 2.0: Il Corporate Blog (seconda parte)

mercoledì 15 aprile 2009

Facebook è un grande strumento di distrazione...

Aryn Karpinski non ha dubbi: gli studenti della Ohio State University che fanno attività su Facebook hanno voti piu' bassi di chi non si interessa al portale. Il motivo è che Facebook distrae.
Per arrivare a questa eccezionale scoperta, che credo cambierà il destino dell'umanità, c'è voluta pure una ricerca condotta su circa 219 studenti, dei quali ben 148 (assidui utilizzatori di Facebook) con un rendimento scolastico inferiore ai restanti che invece Facebook non l'hanno mai neppure sentito nominare.

Anch'io voglio dare il mio contributo alla causa e apporto altre fonti di distrazione che terrei sotto controllo:
- La televisione
- I fumetti
- La radio
- I giornali
- I libri (quelli sono terribili)
- Internet (mettiamocelo tutto)
- La chat
- Le ragazze in bikini
- Il traffico sotto la finestra
- Il telefono che squilla sempre
- Il telefono del mio vicino/collega che squilla sempre
- La posta elettronica e lo spam
- I vicini di casa, che mentre tu studi/lavori, tagliano l'erba
- Le rondini che in primavera volteggiano fuori dalla nostra finestra
Potrei continuare per pagine e pagine.

A nessuno è venuto il dubbio che il distrarsi non sia legato al mezzo, ma alla persona e che sia per questo un fatto soggettivo?

Facebook è veramente un grande strumento di distrazione? Oppure una eccezionale piattaforma per le vostre Pubbliche Relazioni?

giovedì 2 aprile 2009

Web 3.0: Quattro chiacchiere con Ralf.

Il primo aprile è passato tra pesci divertenti ed altri un po' meno.
Se ieri abbiamo scherzato sul Web 3.0, oggi torniamo ad affrontare l'argomento parlando di Ralf.
Ralf abita qui. Provate a chiedergli "What's your name?", e lui vi risponderà "I'm Ralf".
Provate a chiederglielo di nuovo e vi risponderà "My name is Ralf".
Voi insistete, ma Ralf non vi manderà mai a quel paese perchè non perde la pazienza. Ralf è un esempio "vivente" di ChatBot, un esperimento a cui ha preso parte Marcus Endicott.

Ralf è parte del progetto Verbots, che potete scaricare e personalizzare.
Io stò già scaricando il player gratuito e nell'attesa faccio quattro chiacchiere col mio amico Ralf.
Beh, non sarà CADIE, ma ci si stà lavorando sopra.

mercoledì 1 aprile 2009

Vi presento il Web 3.0... e oltre











Pochi attimi fa, sulla home page di Google è comparso uno strano link:



I piu' curiosi tra di voi avranno cliccato e avranno letto questo:

Da ormai diversi anni un piccolo gruppo di ricerca si occupa di alcuni problemi complessi nell'ambito della rete neurale, del linguaggio naturale e della risoluzione autonoma dei problemi. Lo scorso autunno questo gruppo ha raggiunto un importante traguardo: una nuova e potente tecnologia per la risoluzione dei problemi di apprendimento per rinforzo, che ha dato vita al primo cluster operativo di apprendimento neuro-evolutivo su scala mondiale.

Da allora i progressi sono stati rapidi, e questa notte siamo lieti di annunciare che pochi istanti fa è stata azionata la prima Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity (CADIE) al mondo, che ha iniziato a svolgere alcune funzioni iniziali. Si tratta di un momento entusiasmante che siamo decisi a sfruttare arrivando a capire più a fondo che cosa potrebbe significare la comparsa di CADIE per Google e per i nostri utenti.

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Oggi, ad esempio, CADIE ha dedotto da una veloce scansione del segmento visivo del social Web una serie di principi di design online da cui ha ricavato questa interessante home page (in inglese).

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Per ulteriori informazioni su CADIE (in inglese), leggi questa monografia.


CADIE è un software pensante. Si è creato una home page e ha un suo canale su YouTube.
Potete seguirlo e farvelo amico.
CADIE ama molto i panda, come potrete notare.
"Panda are cute", continua ripetere.
Presto sarà CADIE a darvi una mano nelle ricerche su web e forse potrebbe aiutarvi pure nella gestione delle vostre relazioni su facebook. Perchè no? Siamo tutti così impegnati.

E' certo un argomento molto affascinante e non tarderanno a nascere polemiche.
Ma prima che si scateni la solita sterile lotta (caotica e chiassosa) tra catastrofisti, tecnocrati, geek e hippies, lasciatemi ammirare questo nuovo venuto.
CADIE, ti ammiro con lo stupore di un bambino e in parte, lo confesso, mi sento come una falena incantata ed attratta dalla luce.
E presto, potete starne certi, scopriremo anche di quale luce si tratta... :)

Ok, mi avete beccato :)
Ma quasi ci cascavate vero?
E' il primo aprile e Google si diverte sempre a fare qualche scherzo...
Il punto è che le notizie che circolano su internet assumono una loro "dignità" a prenscidere dal fatto che siano vere o meno.

Anche internet è in crisi?

Direi che la situazione economica poco favorevole non ha certo influito negativamente su internet, che raggiunge 1.596 milioni di utenti con un indice di penetrazione del 23,8%.

La tabella che segue riassume la popolazione stimata per zona geografica, il numero di Utenti Internet e l'indice di penetrazione (P.R. = percentuale di popolazione che usa internet) per ogni regione.

lunedì 30 marzo 2009

Il sesto senso dei "Twit"!

Twitter è stato il precursore, e per questo è diventato l'icona del microblogging sociale.
Ora troviamo innumerevoli cloni e rivisitazioni del concetto, ma il succo non cambia: messaggi lanciati in una bottiglia che può ospitare un massimo di 140 caratteri.
Vengono chiamati "aggiornamenti di stato".

Il 90% dei messaggi postati su twitter sono, in apparenza, di una banalità disarmante. Ne siete convinti?
Provate a collegarvi per qualche minuto a twittervision e vedrete comparire messaggi del tipo: "Marco: Sono al bar con Danilo....", "Stefano: Vedo una bella bionda passare dalla finestra del mio ufficio...", "Maggie: Ufff... riunione col boss!!!", ecc...
Vi interessano? Probabilmente no.
Il fatto è che Marco, Danilo, Stefano e Maggie non sono vostri amici.
Tuttavia, se lo fossero, non la pensereste allo stesso modo.

Essere informati su cosa stanno facendo, o hanno fatto, i vostri amici vi da la senzazione di essergli vicini. E come se loro vi stessero sussurrando: "Che giornata orribile, magari chiamami nella pausa pranzo che ho voglia di sfogarmi un po'...", "Oggi potrei affrontare qualsiasi cosa, se vuoi sfogarti chiamami pure...", "Non ci sono per nessuno...", "Vacanze grandiose, non vedo l'ora di parlartene...".
Gli aggiornamenti di stato delle persone che ci stanno a cuore vengono metabolizzati e rielaborati dal nostro inconscio, lasciandoci delle sensazioni ben precise ("Maria è triste", "Marco è stressato") e degli interessanti spunti di conversazione ("devo chiedere a Danilo dove è andato a pescare", "voglio che Giulia mi dica assolutamente come raggiungere il nuovo outlet").
E' una sorta di sesto senso, un'estensione metafisica del nostro "essere sociale".

Possiamo dire che i social media ci forniscono, a modo loro, un qualche tipo di "sesto senso"?
Se applichiamo questo "sesto senso" alla vita lavorativa, piuttosto che a quella privata, potremmo ottenerne informazioni molto utili. Provate a fare un'esperimento con i vostri colleghi di lavoro.

L'idea che la tecnologia possa offrirci un sesto senso mi affascina.
E credo affascini anche Pattie Maes. Questo video non parla di social media, ma ha a che fare con il sesto senso e... la carta igienica.

sabato 28 marzo 2009

International Forum on Enterprise 2.0

Ci siamo quasi, L'International Forum on Enterprise 2.0 ritorna il 3 giugno a Milano.
Vi consiglio di registrarvi subito. Preparatevi ad uno degli eventi italiani piu' interessanti nel campo dell'Enterprise 2.0, ma soprattutto a raccogliere spunti e best practice sul come, attraverso approcci collaborativi, sia possibile ridurre i costi, migliorare l'efficienza ed innovare.
Sentirete parlare di Social Media e di come questi possano offrirvi nuove opportunità di business e validi strumenti per fronteggiare questo momento molto particolare e di forte incertezza.
Ci saranno tantissimi "case history" e la discussione sarà focalizzata sui reali bisogni di business delle aziende.
Insomma, poche chiacchiere e molta sostanza.
Affrettatevi a registrarvi, perchè vi garantisco che tra breve non troverete piu' posti.
L'edizione 2008 è stata un grande successo, con posti esauriti molti giorni prima dell'evento. Ci sono stati piu' di 450 partecipanti provenienti da Israele, Norvegia, Germania, Stati Uniti, Australia, Regno Unito, Francia, Sud Africa e Italia.

giovedì 26 marzo 2009

Cosa accade su internet in questo momento?

Akamai veicola il 20% del traffico internet mondiale.
Il servizio che mette a disposizione con "Real-Time Web Monitor" è veramente interessante e consente di visualizzare le zone in cui la rete è piu' lenta (latency), maggiormente frequentata (traffic density) o dove gli attacchi sono piu' intensi (attacks).

Troverete molti altri widgets, come "Network Performance Comparison", "Visualizing Akamai" e i vari "Net Usage Index".

Ah, dimenticavo, anche quello di Akamai è marketing non convenzionale...

Tutti i numeri di Facebook: All Facebook

Vi occupate di marketing?
Vi interessano i social media?
Vi state chiedendo quanti utenti del Regno Unito, Francia e Italia stiano utilizzando Facebook?
Siete curiosi di sapere qual'è l'applicazione che riscuote il maggior successo?
Quale gruppo ha il maggior numero di fan? (beh, questo è facile - Barack Obama).

Trovate tutto su "ALL FACEBOOK".
L'idea è di Nick O'Neill, che oltre ad offrirci un utile servizio è riuscito a creare un'interessante attività di business.

mercoledì 25 marzo 2009

Le idee sono come le api...

Spesso mi interrogo sul come nascano le idee, quale sia la scintilla che genera l'intuizione iniziale. E' un un'attività puramente individuale, oppure un processo che vede coinvolti anche gli altri?
E' possibile categorizzare la nascita di un'idea secondo un modello logico razionale, oppure dobbiamo rifarci alle teorie quantistiche?

Le idee sono come le api. Ronzano attorno ad un alveare (piu' o meno diffuso, piu' o meno "fisico") e sviluppano il massimo valore quando collaborano.
Il ciclo di vita delle api è piu' o meno questo: uovo, larva, pupa, adulto.
Quando nella nostra mente (fisica o diffusa che sia) nasce un'intuizione, questa è come un uovo. E' tutt'altro che definita, ed è molto lontana sia nella forma che nella sostanza da quello che diverrà una volta passata allo stadio "adulto".
In realtà non sappiamo neppure se quell'uovo diventerà mai una larva, e se la larva troverà l'energia per diventare pupa o se la pupa avrà nutrici che la porteranno allo stadio di adulto.

Ecco, "energia" e "nutrici", queste sono i concetti chiave che sovrintendono parte dell'esistenza di un'ape. Le api esistono perche esiste l'alveare. Ma l'alverare non è solo un luogo o un'entità fisica, l'alveare sono anche le altre api.
Cosa diventa un uovo? Pensate, in 16 giorni può diventare regina, in 21 giorni diventa operaia o nutrice ed in 26 diventa un fuco. L'alveare esiste perchè esistono le api, e le api esistono grazie alle loro interazioni nei diversi stadi del loro sviluppo.

Le idee e le api...
Ultimamente rifletto spesso su quanto le imprese abbiano a cuore l'apicoltura o "api-cultura".
Vi lascio riflettere su una massima di Albert Pike, che stamattina è stata posta alla mia attenzione per una strana coincidenza:
"Quello che abbiamo fatto per noi stessi muore con noi:
quello che abbiamo fatto per gli altri
e per il mondo rimane ed è immortale"

martedì 24 marzo 2009

Chi segue chi su twitter? Twitter Friends Network Browser.

A chi conosce ed utilizza Twitter farà certo piacere provare a navigare la fitta ed intricata rete di contatti che questo strumento è in grado di rivelare.
Stò parlando di "Twitter Friends Network Browser".
Potete partire dal vostro "Username", oppure da quello di chiunque altro, e cominciare ad esplorare e sfogliare un'immensa rete di relazioni.

Dopo esservi divertiti un po' a giocare con il gadget di Neuro Production, soffermatevi a riflettere sul perchè Kris Temmerman abbia deciso di investire del tempo nella produzione di questo e di altri gadget molto interessanti.
Si tratta di marketing non convenzionale. Ora, se Kris sviluppasse anche il plug-in per Facebook o Google...

venerdì 20 marzo 2009

Web 3.0: Il primo giorno di primavera?

Inizia la primavera, e ce lo ricorda anche Google.
Ma la primavera di cui vi parlo oggi è un'altra, quella del Web3.0.

Il Web Semantico inizia a mostrare la propria utilità pratica e le proprie potenzialità con un'interessante sperimentazione avviata da Liquida.it in partnership con Banzai ed Expert System.
Liquida ha integrato "Cogito", il software semantico prodotto da Expert System, al proprio sistema di archiviazione e catalogazione dei post provenienti dai vari blog iscritti al network.

L'integrazione con Cogito permetterà una miglior catalogazione degli articoli ed il tagging automatico degli stessi, per consentire agli utenti ricerche piu' "intelligenti". In parole povere, Cogito legge migliaia di articoli al giorno ed applica la propria capacità di comprensione del testo per arricchirlo di informazioni aggiuntive (tag automatici, categorie di appartenenza, riepilogo, ecc..). Questo colossale lavoro di "etichettatura" e catalogazione avviene in modo totalmente automatico, senza l'intervento dell'intelletto umano.
In pratica, l’applicazione sviluppata congiuntamente su Liquida (attualmente disponibile in versione beta) supporta le attività di
- categorizzazione dei post: ordina automaticamente il grande volume di testi raccolti da Liquida, classificandoli in base all’argomento trattato;
- estrazione delle informazioni di interesse: effettua un tagging automatico, individuando ed estraendo le entità significative e i concetti più rilevanti citati nei testi, per consentire in un secondo momento ricerche più precise;
- navigazione degli articoli: agevola l’accesso ai contenuti da parte degli utenti, segnalando la correlazione a post e notizie che trattano argomenti affini;
- monitoraggio e analisi del sentiment: analizza i contenuti rilevando in modo automatico le opinioni espresse nei post per delineare eventuali trend che evidenziano non solo cosa si dice nei blog ma anche come se ne parla;
- analisi delle richieste degli utenti: interpreta in modo immediato le ricerche degli utenti espresse in linguaggio naturale, offrendo in risposta contenuti puntuali.

Questa è la primavera del Web 3.0?

[Altri articoli sul Web 3.0...]