
Nelle ultime settimane i media non fanno che parlare di crisi, e di cosa ci aspetterà. Io, al contrario, mi sento piu' "carico" del solito e pieno di iniziative. La "crisi" la sento come "conflitto ristrutturante", cambiamento ed opportunità.
"Forse stò perdendo la ragione" mi son detto, ed ho cominciato ad intervistare colleghi e clienti. L'ho fatto allo IAB, durante le pause in una riunione, ma anche e soprattutto mediante i miei social networks preferiti ed i gruppi a cui sono iscritto.
Devo dire che quasi tutti la pensano allo stesso modo: una crisi, se affrontata con le idee e gli strumenti giusti, può diventare una grossa opportunità.
Ma credo che il mio "campione di intervistati" non sia del tutto attendibile: si tratta di persone che fanno parte della mia rete di contatti personali, quindi in un modo o nell'altro "gente che vive il 2.0".
La mia convinzione è che la maggior parte delle imprese (italiane e non, piccole e grandi) ancora non abbia compreso a fondo le reali potenzialità che il web 2.0 può offrire loro, e stia rischiando di finire come le "rane bollite" (bella metafora, cercatene il significato su google).
Ma vi siete accorti di cosa ha fatto Obama?
"Il Social Networking di Obama è stata la vera rivoluzione."
Recita un articolo di oggi dell'Herald Tribune.
Nel Febbraio del 2007, un amico telefona a Marc Andreessen, il fondatore di Netscape ed uno del team di Facebook, chiedendogli se volesse incontrare un tizio con un'idea che sembrava totalmente folle.Quel tizio era Obama, e stava chiedendo se il potere dei social network, con la sua immensa capacità comunicativa e l'enorme database in continua crescita, avessero potuto aiutarlo a cambiare lo "status quo" delle cose.
Obama credeva in un cambiamento che a molti sembrava impossibile, ma aveva ragione.
Questo PDF spiega in poche parole come questo cambiamento è potuto avvenire.
Come per molti altri innovatori del Web, Obama non ha inventato nulla di completamente nuovo. Invece, l'utilizzo di applicazioni di social-networking per la promozione di un movimento politico ha consentito di raccogliere fondi, organizzare a livello locale ed ottenere i voti che hanno prima rovesciato la macchina elettorale di Clinton e poi dei repubblicani.Coinvolgere! Ecco la parola d'ordine. Coinvolgendo i propri elettori (attivisti) e con l'aiuto di applicazioni tipiche del social-networking, Obama è stato in grado di finanziarsi la campagna elettorale e di creare un vero e proprio network di elettori sempre crescente. Ha strappato consensi ed è diventato popolare, coinvolgendo le persone.
Ora Obama non dispone solo della presidenza degli stati uniti, ma anche di una banca dati di milioni di nomi di sostenitori impegnati che potranno contribuire a supportarlo al governo.
La notte di Martedì ha inviato ai suoi sostenitori una e-mail che riportava: "Abbiamo ancora molto lavoro da fare per rimettere il nostro paese sulla strada giusta, e presto ci risentiremo per i prossimi passi da compiere".
I social media digitali sono comodi, li possiamo utilizzare nei ritagli di tempo, trasformando quel tempo in qualcosa di estremamente produttivo e "profittabile".
Obama passerà alla storia come il primo presidente 2.0, che ha capito le potenzialità di internet e le ha sfruttate per abbassare i costi della campagna elettorale e per consentire alle persone di auto-organizzarsi e svolgere al meglio il loro lavoro.
"Una campagna politica è come una start-up", non si allontana troppo dalla realtà aziendale.
Il fatto è che internet stà offrendo questa possibilità a tutte le imprese, e chi per primo sarà in grado di comprenderne i benefici, chi ci crederà veramente, potrebbe rivoluzionare i paradgmi su cui molti si stanno cristallizzando e diventare il nuovo Obama tra le imprese.
Restare fermi, non percependo il cambiamento in atto, ci espone al rischio di fare la fine delle "rane bollite".
E la recessione accenderà il fuoco sotto al pentolone.... ;)
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