Articoli dal nuovo blog di Smartfeeling

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domenica 15 marzo 2009

Craftivism: le nuove frontiere del fai-da-te

Non mi stancherò mai di dirlo: internet è una grande fonte di ispirazione e di idee per chi sa pensare in modo divergente. "Think different", consiglia Steve Jobs.

Il fai-da-te è sempre esistito, non l'ha certo inventato qualche geek di ultima generazione. 
Chi tra noi ha buone capacità manuali, non si sarà certo lasciato scappare il divertimento di dar vita ad una qualche creazione artigianale.
Vuoi mettere la soddisfazione? E poco conta se alla fine ci è costata molto di piu' di quello che faceva già bella mostra di se in una qualche vetrina del centro o nel grande magazzino di turno.
"L'handmade fa bene alla gente e all'ambiente", dicono, ma puo' far bene anche al business di chi sa cogliere i giusti spunti.
Provate a fare un giro su Etsy (www.etsy.com), troverete pezzi letteralmente unici (e forse anche qualche spunto di riflessione).

Esitono anche gruppi estremisti, che "lottano per liberarci dalla schiavitu delle aziende", come quelli di the Revolutionary Knitting Circle.
By returning production of the essentials of life to the community, we can eradicate the dependence imposed by the elites - giving communities the freedom to guide their own destinies.
Forse esagerano? Forse. Fatto stà che l'handmade non è piu' solo hobby e bricolage, ma si stà trasformando in una sorta di pensiero sociale: il Craftvism (CRAFT+ACTIVISM), appunto.
Oggetti unici, pezzi d'arte o anche solo meravigliosi esempi di manualità abbandonano le rive del kitsch, eludendo il mercato globale, per approdare alla terra promessa del "Sapere Aude!".
Un nuovo illuminismo che grazie alla forza aggregatice di internet trova sbocco in diversi social networks, come IndiePublic (www.indiepublic.com).
Nasce anche Handmade Nation, per documentare un movimento di artisti, artigiani e designers che riconoscono in CREATIVITA', DETERMINAZIONE e COLLABORAZIONE i loro principi guida.
Desing, natura, ecologia, arte e capacità individuali si fondono spinti da una molla del tutto naturale: noi, le persone.

C'è parecchio da riflettere, e in questo post vi ho offerto molti link da cui partire per esplorare un mondo nuovo ed un nuovo mercato (che poi tanto nuovo non è) o un modo nuovo di fare mercato. 
Mettete assieme internet, il web 2.0, la ritrovata voglia "di farsi le cose in casa", questa congiuntura economica poco favorevole ed il mercato tradizionale e forse un po' troppo globale.
Io ci vedo bene anche il movimento dell'open-source, ma non quello del software....

lunedì 2 febbraio 2009

I numeri di Amazon

L'utile netto di Amazon passa da 207 milioni di dollari a 225 milioni di dollari, con un incremento dell'8,7%.
Questo grazie ad un incremento delle vendite pari al 18% nell'ultimo quadrimestre.
Ad annunciarlo è Amazon stessa, in un recente comunicato.

I dati di Amazon sono in netto contrasto con le tendenze economiche di questo periodo. Alle tinte cupe dell'immobilismo pessimistico di molti, Amazon preferisce i colori vivaci dell'intraprendenza imprenditoriale. Rilancia con nuove offerte commerciali, promozioni abbinate alle spedizioni e gli utenti apprezzano. In questo periodo di recessione i consumatori sembrano apprezzare le iniziative del colosso dell'e-commerce e lo premiano con un alto e costante volume di acquisti.
Così, mentre il Nasdaq segnava un -3%, i titoli di Amazon crescono di un bel +13.50%.

mercoledì 17 settembre 2008

Come posso fare per indicizzare il mio sito in google perche' sia in alto nella gradautoria?

Credo sia proprio la domanda da un milione di dollari.

Se state cercando la risposta su google, allora avrete usato le parola chiave 'SEO', 'google', 'indicizzazione', 'tips', ecc..

Ed ecco che vi ritrovate a sfogliare piu' di un milione di risultati.
Leggeteli pure, e vi renderete conto che è un vero labirinto di trucchi ed accorgimenti di ogni tipo.
Si spazia dai consigli su come scegliere le key-words (parole chiave), al come agganciarle ai links e ai contenuti, al come evitare lo spamming, o a quanto sia importante includerle nel titolo della pagina (ma evitate titoli oltre i 255 caratteri ;)).

Si tratta di tecniche "SEO 1.0", ovviamente necessarie.
Talmente necessarie, che ormai le adottano tutti. E secondo voi, se tutti adottano questi accorgimenti, quanto sono ancora efficaci?
Apro una piccola parentesi per gli utenti Joomla: leggete questo post su come ottimizzare le pagine del vostro portale.

Detto questo, ne approfitto per introdurre una nuova parola chiave che spero utilizzerete da qui a cinque minuti per una nuova ricerca su google: "SEO 2.0".
Fate questa prova:
- A) Cercate prima seo -"seo 2.0" (tutto il testo in grassetto e apici compresi)
- B) Cercate ora "seo 2.0" (apici compresi)
Noterete che la ricerca A ha prodotto circa 174.000.000 di risultati, mentre la B solo 63.000 (piu' o meno, i valori possono cambiare nel tempo ed in funzione della zona geografica).

Questi valori ci comunicano che il termine "SEO 2.0" è molto meno popolare del termine "SEO". Ne consegue che "SEO 2.0" è un concetto relativamente nuovo (vedrete che tra pochi mesi le cose cambieranno).
Ma perchè è nata l'esigenza di "evolvere" il SEO?
La risposta è semplicissima: perchè i motori di ricerca hanno migliorato i loro algortimi per poter fornire ai lori clienti (coloro che effettuano le ricerche) i migliori risultati possibili (cioè quelli piu' attinenti alle parole chiave).

Web 2.0, Enterprise 2.0, SEO 2.0: che confusione!?
Macchè, questa volta non è colpa del marketing ;)
Nessuno stà cercando di venderci nulla di trito e ritrito, vestendolo con termini nuovi.
Non si tratta di mode, ma di cambiamenti radicali che stanno avvenendo (in realtà sono già avvenuti) "in" internet e "con" internet.
Tutto gira intorno agli UTENTI (Web 2.0, Enterprise 2.0) ed ai CONTENUTI (SEO 2.0), e non piu' intorno alle istituzioni aziendali (Web 1.0) ed agli accorgimenti sintattici e strutturali delle pagine HTML (SEO).

Ma non voglio annoiarvi troppo con la solita storia del cambiamento, e che il vostro sito non è piu' efficace come prima (se prima lo era), e che oggi sono gli utenti a gestire la comunicazione su internet, e che il Web 3.0 estrometterà chi non è pronto, e blablabla... e poi bla. Solita storia, se siete interessati a questo potete leggere gli altri post su questo blog (ormai non parlo di altro da mesi).

Oggi, per rispondere alla famosa domanda da un milione di dollari, voglio darvi i "consigli della nonna".
Quelli che vengono dall'esperienza e dal buon senso, e che in genere sono facili da capire.
  • Non preoccuparti ora del posizionamento sui motori di ricerca, saranno loro a trovarti
  • Cura i contenuti. I tuoi utenti vogliono contenuti chiari, di qualità, fatti per loro e per soddisfare le loro esigenze.
  • Preoccupati che il sito sia sfogliabile anche da utenti non registrati, che si possano leggere i commenti sui forum o sui blog (valgono moltissimo per i tuoi utenti, e di conseguenza anche per i search-engine)
  • Cura un blog pubblico (es: su blogger) legato al tuo portale, in cui almeno una volta a settimana parli in modo informale di un qualche argomento a tema col tuo sito e assicurati che il post abbia un link al sito stesso (ma che sia coerente con il contenuto, mi raccomando)
  • Cura le pubbliche relazioni: sfrutta facebook e altri social network per pubblicizzare blog e portale, per rintracciare utenti interessati ad iscriversi e a contribuire attivamente. Se crei interesse e partecipazione, allora hai vinto.
  • Stimola la partecipazione, coinvolgi in qualche modo gli utenti. dai un motivo a chi ti visita per tornare.
  • Cerca meccanismi di diffusione virale del tuo portale. E' la cosa piu' difficile, ma se funziona hai fatto bingo. Il concetto è quello di fare in modo che si accenda la scintilla del passaparola. Utenti iscritti che sono talmente contenti e motivati, da diffondere la notizia dell'esistenza del portale e da portarne altri.
  • Attiva un sistema di statistiche per monitorare gli accessi (tipo google analytics), ma soprattutto per monitorare le attività interne e la partecipazione. E' fondamentale per capire come stai andando.
Non siete d'accordo con me?
Sentitevi liberi di commentare questo post...:)

lunedì 21 gennaio 2008

What Google says


  • Fino ad oggi, le imprese, non erano ciò che loro dicevano di essere, ma cio che Google diceva di loro.

  • Oggi, le imprese, non sono ciò che loro dicono di essere, ma ciò che le community dicono di loro.
Se non avete ben chiaro questo assioma, allora sicuramente in un prossimo futuro avrete dei seri problemi nel farvi rilevare dai principali motori di ricerca.
Quello che stò cercando di dire, da un'eternita, è che internet è un sistema in fortissima evoluzione con ritmi e canoni molto differenti da quelli a cui le imprese sono abituate.
L'evoluzione e la trasformazione di internet coinvolge tutti gli attori del sistema, nessuno escluso.

Fematevi un attimo a riflettere su cos'era internet solo cinque anni fa.
YouTube, Flickr, Ning, Orkut, e molti altri (vedi mappa) non esistevano o erano sconosciuti.
Oggi, Web 2.0 e Social Network la fanno da padroni, ma scommetto che il vostro sito è lo stesso di cinque anni fa.
No, starete pensando, ho cambiato la grafica, e poi ho aggiunto questo o quel prodotto, e poi ho aggiunto le news, e poi...
Potete anche fermarvi qui, perchè se state pensando così non avete capito che cosa stà muovendo oggi il business su internet.

Quello che vedo è che oggi molte aziende, comunicando su internet, ottengono gli stessi risultati che si possono ottenere standosene seduti da soli chiusi in una stanza isolata acusticamente a chiacchierare col muro di fronte.
Al centro del sistema internet non c'è piu' il brand, ma l'utente.
E l'utente non cerca voi, ne' il vostro prodotto: cerca una soluzione ad un suo problema.
E siccome l'homo sapiens è un animale sociale, la cerca facendosi consigliare da altri homo sapiens (o "utens sapiens" - da utor -). Ed ecco che internet riscopre il buon vecchio "passaparola".

Ora, siete veramente sicuri che tutto ciò che state facendo per il vostro brand sia in armonia con le mutazioni che il web stà subendo?
Avete un budget S.E.O.? Beh, non basta più perchè anche la vostra concorrenza ne ha uno.
E allora cosa farete? Aumenterete il budget? Anche la vostra concorrenza lo farà.
Ma non siete stanchi di starvene soli, rinchiusi in una stanza isolata acusticamente, a parlare col muro di fronte?

Basta guardare le cose da un'altra prospettiva per scoprire che oggi il web ci stà offrendo un'enorme possibilità di business, e che Social Network e Social Shopping non sono spine nel fianco del nostro brand, ma possono diventare un importantissimo partner per il nostro business.
B2C (o e-commerce) e B2B sono alla soglia di un cambiamento che caratterizzarà i prossimi cinque anni del web.