Articoli dal nuovo blog di Smartfeeling

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martedì 24 marzo 2009

Chi segue chi su twitter? Twitter Friends Network Browser.

A chi conosce ed utilizza Twitter farà certo piacere provare a navigare la fitta ed intricata rete di contatti che questo strumento è in grado di rivelare.
Stò parlando di "Twitter Friends Network Browser".
Potete partire dal vostro "Username", oppure da quello di chiunque altro, e cominciare ad esplorare e sfogliare un'immensa rete di relazioni.

Dopo esservi divertiti un po' a giocare con il gadget di Neuro Production, soffermatevi a riflettere sul perchè Kris Temmerman abbia deciso di investire del tempo nella produzione di questo e di altri gadget molto interessanti.
Si tratta di marketing non convenzionale. Ora, se Kris sviluppasse anche il plug-in per Facebook o Google...

sabato 11 ottobre 2008

Strumenti per l'Enterprise 2.0: Il Corporate Blog

Continuiamo il nostro percorso alla scoperta degli strumenti che il Web 2.0 offre alle aziende per intraprendere un proficuo percorso verso l'Enterprise 2.0.
Parliamo del Corporate Blog.

In un post precedente, "a cosa serve un blog", avevo già introdotto il tema dal punto di vista S.E.O. e della comunicazione.
Oggi, invece, cercheremo di riflette sul come fare per attivare il nostro Corporate Blog.

La Piattaforma:
Innanzi tutto cerchiamo di capire quale sia la piattaforma piu' adatta ad ospitare il nostro blog aziendale.
Abbiamo diverse opzioni:
  • Servizio di hosting su server pubblici (Blogger, Wordpress, TypePad, ecc..)
  • Installazione della piattaforma su server aziendale (sia di soluzioni open-source che soluzioni proprietarie)
In entrambi i casi avrete la necessità di acquistare un dominio (anche di terzo livello. es: blog.miaazienda.com). Se disponete già di un dominio, potreste pensare anche di utilizzare una sottosezione dello stesso (es: www.miaziende.com/blog).
Io, da un punto di vista tecnico, prediligo la scelta di un dominio di terzo livello (blog.miazienda.com).
Per cominciare vanno benissimo servizi come quelli offerti da Blogger o Wordpress, che sono ospitati su server pubblici, non costano nulla e non vi impongono alcuna problematica di configurazione. Blogger ha qualche funzionalità in meno di Wordpress, ma è molto semplice da implementare.
Quando poi sarete diventati degli esperti, o le vostre esigenze dovessero aumentare, allora potete sempre decidere di installare la piattaforma presso un vostro server.
Tenete presente che dovrete provvedere all'importazione di tutti i post, dei commenti e delle immagini presenti sul server pubblico. In questo caso vi vengono in aiuto i feed RSS (di cui parleremo in seguito), ma non guasterebbe un bel tool di importazione presente sulla piattaforma che avrete deciso di adottare.
Ah, non dimenticate di reindirizzare i DNS, e mantenete in linea il vecchio blog per almeno un paio di settimane.

La Preparazione:
Un blog non si improvvisa, va preparato, anzi "progettato".
  • Motivazioni: E' importante chiarire bene i motivi che portano l'azienda ad aprire un blog. Un blog aziendale non si apre perchè va di moda e neppure perchè un qualche consulente esterno ci ha convinti della sua enorme potenzialità.
    Il corporate blog è come un figlio: deve essere fortemente voluto.
    Un Corporate Blog tenuto in scarsa considerazione dalla stessa azienda che lo pubblica, è un fallimento assicurato.
  • Definire gli argomenti IN: Di cosa si parla? E' importantissimo definire di cosa si vuole parlare. Una chiara linea editoriale conferisce coerenza e garantisce continuità.
  • Definire gli argomenti OUT: E' molto piu' importante, tuttavia, definire di cosa non si deve parlare nel blog. Gli argomenti "vietati" evitano i fuori-tema, le cadute di stile e crisi difficili da gestire (es: non trattate mai la customer-satisfaction o l'assistenza nel vostro corporate blog, a meno che non sia un blog dedicato a questo - ma vi consiglio un forum).
  • Definire i blogger: Individuate da subito i blogger ed il "Blog Champion" (il responsabile e moderatore del blog). Il "Blog Champion" ha la responsabilità di garantire la continuità e la regolarità dei post, di coinvolgere e motivare i blogger, ma soprattutto di "coltivare" il blog e di seguirlo nella crescita. I commenti troppo aggressivi dovranno essere moderati.
    Il CEO potrebbe essere tra i blogger, ma dovrebbe garantire una certa continuità.
  • Presentarlo all'interno: Presentate il blog all'interno della vostra azienda e raccogliete feedback dai vostri dipendenti. Se vi guarderanno con aria smarrita ed occhi vitrei, non meravigliatevi e non scoraggiatevi, vuol solo dire che non sono abituati alle novità ;)

I Contenuti:
Eccoci al piatto forte, i contenuti. Nessuno può ispirarvi sulla qualità o quantità degli argomenti da trattare.
Possiamo invece delineare delle linee guida da rispettare (come sempre dettate dal buon senso).
  • Comunicazione informale: I lettori di un blog non si aspettano un linguaggio "istituzionale", ma vogliono sentir parlare di argomenti di loro interesse in modo discorsivo ed informale, fuori da schemi predefiniti ed aziendali.
  • Non cercate di vendere: E' la logica conseguenza del primo punto. Non fatevi autopromozione, perchè i lettori del vostro blog non vogliono sapere quanto siete belli o bravi, ma voglio avere informazioni utili a loro. Abbandonate l'egocentrismo delle imprese 1.0 per conquistare la reputazione e l'autorevolezza delle imprese 2.0.
  • Usate i link in modo intelligente: Sito e Blog dovrebbero essere legati l'uno con l'altro in modo razionale e coerente con i contenuti. Se, per esempio, in un post vi capitasse di parlare di un problema che potrebbe essere risolto da un certo prodotto (che guarda caso è il vostro), non mancate di inserire un link (possibilmente con target "_blank" - che si apra in una nuova schermata) alla pagina del sito che tratta il prodotto in questione. Fate lo stesso sul sito, ogni volta che si presenti l'occasione.
  • Distinguetevi: Facile a dirsi, vero? Ma se parlate di cose banali, di cui parlano tutti, per timore di esporvi troppo, allora il vostro blog non serve a molto. Se invece parlate di argomenti di nicchia, o affrontate argomenti banali da punti di vista inaspettati, allora farete in modo che gli altri parlino di voi. Un esempio? Provate a leggere come Alberto tratta l'argomento "Scale". Visto?
  • Create relazioni con altri blogger: Partecipate al dialogo! Leggete altri blog simili, individuate i vostri preferiti ed iniziate un dialogo con altri blogger. Linkate ai loro blog e fate in modo che loro linkino al vostro. Commentate i loro post e fate in modo che loro commentino i vostri. In questo modo aumenterete la visibilità ed inizierete a vivere il vero web 2.0.

La Forma:
Si tratta dell'aspetto puramente grafico in termini di stile e layout.
  • Aspetto: Lasciatevi guidare dai vostri esperti di Web Design, oppure se non volete sbagliate mantenete pure l'aspetto del vostro sito istituzionale(dopo tutto il blog potrebbe diventare il punto di ingresso al vostro sito).
  • Link: Mettete i link (al vostro sito, ad altri blog, ecc..) sulla destra dello schermo. Questo l'avrete sentito dire un po' da tutti, vero? Ma sapete il perchè?
    Perchè, da un punto di vista puramente psicologico, a destra collochiamo lo spazio dedicato agli altri, agli amici, ai conoscenti (mentre a sinistra c'è l'autorità). Il vostro lettore, inconsciamente, percepirà i link sulla destra come "amichevoli".
  • RSS: Non mancate di mettere bene in evidenza i feed RSS. Sono loro che facilitano la diffusione del vostro blog. I vostri abbonati potranno leggere i vostri post senza doversi per forza collegare al sito del blog, magari mediante il loro iPhone, Blackberry o altro.

Le Conseguenze:
A cosa dovete essere preparati?
  • Feedback degli utenti: Possono essere positivi, ma anche negativi. Dovete essere preparati a gestire i feedback negativi in modo produttivo e proattivo. Fate molta attenzione ai toni che userete e cercate di evitare polemiche che porterebbero ad una "spirale negativa". Dovete rompere la catena della polemica.
  • Fidelizzazione ed identificazione: Un Corporate Blog di successo raccoglie utenti fedeli che si "affezionano" all'azienda. Loro saranno la vostra arma migliore contro chi vi muoverà delle critiche (provate a criticare Ducati sul suo blog).
  • Impegno: Un blog è molto impegnativo, e un Corporate Blog richiede almeno una figura dedicata (diciamo un "Blog Champion"). Non cadete nella tentazione di recuperare figure dedicate ad altre attività. Il "Blog Champion"deve essere molto motivato e concentrato sul progetto.
  • Impegno delle risorse interne o del CEO: A seconda dei casi, un blog può richiedere l'intervento delle risorse interne (impiegati) o del CEO. Molto dipende dalla linea editoriale che si vuol seguire. Un CEO che si mette in discussione è sicuramente un segnale molto forte, ma può diventare controproducente se non si riesce a coinvolgere il lettore.
    Purtroppo non sempre le risorse interne aziendali sono sufficientemente motivate alla partecipazione, perciò può risultare difficile trovare blogger all'interno.
  • Misurare il successo: Ok, siete partiti. Ora preparatevi a misurare il successo e la crescita del vostro blog. C'è chi considera il numero di commenti un buon indicatore, ma in realtà è del tutto legato alla tipologia di blog che stiamo implementando ed al tipo di post (ci sono post che non stimolano commenti, ma che informano).
    Io non disdegno le care vecchie statistiche sui log.
    Non dimenticate di misurare gli abbonati mediante feed RSS (in questo vi vengono in aiuto servizi come quello offerto da feedburner).

Bene, se avete letto tutto questo lunghissimo post, allora vuol dire che non vi ho annoiato.
Se volete contribuire ad arricchire questo post con i vostri consigli fatelo pure, siete i benvenuti.
Se avete domande, chiedete. Qualcuno vi risponderà di sicuro.

Vedi anche:
Strumenti per l'Enterprise 2.0: le Mappe Concettuali
Strumenti per l'Enterprise 2.0: il Corporate Blog (Seconda Parte)

domenica 5 ottobre 2008

Strumenti per l'Enterprise 2.0: Le mappe concettuali

Con questo post voglio dare inizio ad una serie di "white papers" sul tema "Strumenti per l'Enterprise 2.0".

Inizierò questo percorso con uno strumento molto particolare e nuovo a gran parte di voi: le mappe concettuali (cliccate sul link per leggere una breve introduzione sul mio sito personale).

Benchè le mappe concettuali siano uno strumento potentissimo per le aziende (soprattutto se utilizzate come strumento collaborativo), non sono ancora diffuse come meriterebbero (ma in fondo neppure i progetti di social enterprise :)).

L'immagine qui sopra riporta la mappa utilizzata dalla NASA per la preparazione della missione su marte. Cliccandoci sopra potrete navigarla in formato HTML, esplorando oltre 100 mappe concettuali e facendovi un'idea di cosa sia una mappa concettuale e di come possa essere utilizzata.
Ma prima di cliccarci sopra e "perdervi" nell'esplorazione dell'universo concettuale propostovi dalla NASA, finite di leggere questo post.

Non confondete le mappe concettuali con le mappe mentali. Anche se hanno diverse similitudini, si tratta di due strumenti con scopi molto diversi.
Le mappe concettuali hanno un orientamento spiccatamente cognitivo, che le rende particolarmente utili in contesti quali la gestione della conoscenza, la formazione, la risoluzione di problemi.
Al contrario le mappe mentali, maggiormente orientate all'ambito creativo, sono utilizzate in chiave evocativa ed emozionale.
(Definizione tratta da Wikipedia - mappe concettuali)
Gli ambiti applicativi delle mappe concettuali sono quindi la gestione della conoscenza, la formazione e la risoluzione di problemi.
Stiamo parlando di domini in cui molto spesso ci addentriamo quando affrontiamo progetti Enterprise 2.0.
Le mappe mentali trovano invece applicazione in ambiti piu' creativi (avete mai fatto del brain-storming?) che molto spesso precedono l'utilizzo e la definizione delle mappe concettuali.

Il software.
Il software che vi propongo per le mappe concettuali è CMapTools, che potete scaricare gratuitamente dal sito dell' "Institute for Human and Machine Cognition".
(Invece per le mappe mentali potete utilizzare FreeMind, ma ne parleremo in altra sede)
E' sviluppato interamente in Java (io lo uso indifferentemente sia in Linux che in Windows, ma gira perfettamente anche su Mac), perciò assicuratevi di aver installato anche il JRE. In ogni caso, una volta avviato il Setup, verrete guidati all'installazione passo per passo.
Se non siete esperti, evitate l'installazione personalizzata ma lasciate fare tutto al wizard.
Appena installato il software ed avviata l'applicazione, verificate la presenza dei server pubblici IHMC nella finestra "Cmap condivise in rete".
I server pubblici IHMC vi serviranno per "curiosare" un po' tra il sapere umano e per creare una vostra cartella (pubblica o privata) in cui salvare i vostri progetti (potete salvarli anche in locale, ma che 2.0 sarebbe).

Se i servers non sono presenti, potete aggiungerli cliccando su "Aggiungi Sito" e selezionandoli dalla maschera che comparirà a video (accetta anche la selezione multipla - tenete premuto CTRL mentre cliccate sul nome del server).

Per creare la vostra cartella, vi consiglio di utilizzare il server "IHMC Public Cmaps (3)" e la cartella "Users (create your own folder...)".
Volendo potete anche creare un vostro server, ma dovete chiedere l'autorizzazione all'istituto che vi farà compilare un breve form di richiesta (se avete problemi contattatemi pure).

Curiosando nella cartella "Users (create your own folder...)" del server "IHMC Public Cmaps (3)" troverete anche la cartella "Smartfeeling.org". Quella è la mia cartella pubblica in cui potete trovare alcune delle mappe che uso per i test o le esplorazioni concettuali (il contenuto ed il numero delle mappe varia in continuazione).

Se cliccate su un server, o una cartella, col tasto destro del mouse, potrete aggiungerlo ai vostri "preferiti". Ve lo consiglio vivamente, in quanto i tempi di caricamento delle strutture ad albero possono diventare piuttosto lunghi se i server sono sovraccarichi.

Ora siete pronti per la creazione della vostra prima mappa.
Se cliccate sull'immagine qui a fianco (la mappa di esempio) potrete visualizzare il video tutorial per la creazione.

QUI PER VISUALIZZARE LA MAPPA IN FORMATO HTML.

Come avrete già capito, CMapTools consente di visualizzare la mappa in formato Html e quindi di pubblicarla su internet per renderla visualizzabile da chiunque.


Facciamolo 2.0!


Ed ecco la parte piu' interessante, che fa di CMapTools un perfetto strumento 2.0.
Le mappe possono essere condivise live con altri utenti autorizzati alle modifiche (che stiano usando CMapTools). In questo modo è possibile lavorare in gruppo su una mappa, anche se si è dalla parte opposta del pianeta. Possono essere proposti nuovi concetti, rielaborati i concetti esistenti o create nuove relazioni.

Le mappe concettuali sono uno strumento realmente eccezionale già quando vengono utilizzate da un singolo individuo, ma in gruppo diventano una vera bomba.
Provare per credere.


Ora prendetevi qualche minuto per navigare le mappe prodotte dalla NASA.
La produzione di mappe concettuali ha consentito al team di focalizzare la missione a 360°, sotto ogni punto di vista.

Vedi anche:
Strumenti per l'Enterprise 2.0: Il Corporate Blog.
Strumenti per l'Enterprise 2.0: il Corporate Blog (Seconda Parte)