Articoli dal nuovo blog di Smartfeeling

giovedì 19 giugno 2008

Come ha fatto Nintendo a surclassare quel mostro sacro di Sony?


Non ho resistito, è come un corso di marketing virale in pillole.
Dovrebbe esserci un pò piu' di filosofia "Wii" anche in tutte le imprese italiane.

Quasi quasi compro una wii...

mercoledì 18 giugno 2008

Enterprise 2.0: Una nuova saga fantascientifica?

Perdonatemi lo "spirito di patata", ma molto spesso mi sento chiedere che cosa sia l'Enterprise 2.0 e voglio cogliere l'occasione per fare una piccola introduzione all'argomento.

Non stiamo parlando dell'ennesima trovata del mercato della comunicazione globale per propinarci qualche nuova moda ipertecnologica, ma soprattutto non stiamo parlando di una moda.
Si tratta, in un certo senso, di un'evoluzione che vede coinvolte le imprese.
Quanto sarà veloce quest'evoluzione? Come si estenderà? Sarà un fenomeno esplosivo o un lento ed impercettibile cambiamento? Avrà la firma "virale" propria di molti fenomeni "Web 2.0", oppure la destrezza del "bradipo burocrate"?

Cominciamo introducendo l'argomento Enterprise 2.0 con una delle affermazioni, a mio parere, piu' significative: “Attingere dal potenziale della tua azienda meglio di quanto non lo faccia la concorrenza, questo è il vero vantaggio competitivo.”

La genesi.

Il termine "Enterprise 2.0" è stato introdotto da Andrew McAfee nel 2006 (Professore associato alla Harvard Business School) che forniva una definizione di questo tipo: “Enterprise 2.0 is the use of freeform social software within companies. ”.

La definizione data non lo soddisfava completamente e circa una settima dopo (il 27 Maggio 2006) la corregge: “Enterprise 2.0 is the use of emergent social software platforms within companies, or between companies and their partners or customers. ”.

In definitiva, per Enterprise 2.0 si intende l'utilizzo di piattaforme di social software all'interno delle Aziende. E' un termine mutuato dal ben noto “Web 2.0”, che descrive a sua volta l'evoluzione che ha portato alla diffusione dei social network.

I Social Network

Un Social Network è una comunità di persone desiderose di condividere i propri interessi e attività con altri, o di trovare altre persone che vogliano condividere con loro i loro stessi interessi.

I Social Network si fondano principalmente su software web-based, ed offrono svariati modi di interazione come chat o voice chat, email, forum, video, blog, e altro.

I Social Network hanno rivoluzionato il modo di comunicare e condividere informazioni.

Milioni di persone utilizzano quotidianamente, in modo attivo o passivo, piattaforme come Blogger, Meebo, Bebo, MySpace, Hi5, Orkut, Facebook, LinkedIn, Twitter, Ning, ecc.

I Social Network e le Imprese.

I Social Network hanno cambiato il modo in cui le informazioni vengono veicolate, generate, rielaborate ed assimilate dai vari attori del processo comunicativo.

Il "Web 2.0", per usare un termine che piace molto al markenting, ha trasformato il web in un immensa rete di persone, e non piu' solo di informazioni e dati (Web 1.0).

Di blog in blog, di forum in newsgroup, le informazioni vengono diffuse ad una velocità inimmaginabile fino ad ora, ma, cosa piu' importante di tutte, con un impatto finora sconosciuto.

Chi partecipa ad un Social Network, legge un blog, si iscrive ad un forum o crea una propria pagina pubblica su LinkedIn, lo fa con una grandissima motivazione: conoscere e far conoscere.

Condividere, è diventato prioritario.

Apparentemente questo sembra stonare con la natura stessa delle Imprese, che tendono piu' a tesaurizzare le informazioni, a chiudersi in un atteggiamento difensivo e diffidente, piuttosto che aprirsi alla condivisione delle proprie informazioni.

Ma le imprese possono trarre enormi vantaggi nello sposare il Web 2.0, tanto che qualcosa stà realmente cambiando.

Infatti, i Social Network:

  • Connettono persone a costi bassissimi.

  • Sono profilabili (Internal Social Network ed External Social Network ), si può scegliere con chi condividere informazioni e quali. Non tutto è pubblico

  • Organizzano le informazioni e le archiviano

  • Rendono le informazioni disponibili sempre ed ovunque

  • Abbattono le barriere geografiche, consentendo l'estensione della rete oltre i limiti fisici.

  • Possono generare importanti repository di conoscenza, condivisibile a diversi livelli professionali.

  • Creano nuove motivazioni e gratificano chi vi partecipa in forma attiva

Quando l'impresa sposa il Social Network, prende vita un qualcosa di nuovo, l' Enterprise 2.0.

Cosa stà accadendo dietro al firewall?

All'insaputa di molti, le tecnologie del Web 2.0 sono già entrate all'interno delle nostre imprese, ma l' hanno fatto in modo silenzioso come parte del naturale utilizzo di strumenti internet.

Non si tratta di strumenti sconosciuti, ma stiamo parlando di Google, Skype, MS Messenger, Feed RSS, Podcast, Blogs, LinkedIn, Wikipedia, Twitter, ecc..

Strumenti che vengono utilizzati da tutti, in modo trasversale, dagli impiegati ai manager.

Quindi, per dirla in parole povere, dietro al firewall il Web 2.0 stà dilagando, ma questo non è certo Enterprise 2.0.

Una rivoluzione culturale.

Prima ancora di essere una rivoluzione tecnologica, l'Enterprise 2.0 è una rivoluzione culturale.

Non è tanto la tecnologia (che certo conta parecchio) a decretare il successo di una soluzione Enterprise 2.0, quanto l'atteggiamento mentale e le convinzioni dei suoi promotori e del management aziendale.

In Italia è opinione diffusa che le conoscenze debbano essere protette. Monopolizzare le informazioni, tesaurizzarle e nasconderle agli altri, crea un certo senso di tranquillità nei nostri impiegati e manager.

Avete mai notato che molti dei nostri uffici sembrano in lotta tra loro?

Lotta e non competizione. Quotidianamente assistiamo alla guerra fredda delle informazioni.

La gelosia che gli impiegati delle nostre aziende, sia pubbliche che private, riversano sulle informazioni, crea un danno alle imprese.

La paura è quella di perdere "potere", di essere meno utili e indispensabili. I colletti bianchi italiani, oggi, lottano per lo piu' per conservare la loro fetta di potere (secondo il loro punto di vista).

Ne consegue un ambiente di lavoro pervaso da un clima non troppo edificante. Le piccole lotte di potere interne hanno come unico risultato quello di rendere molto difficoltosa la circolazione delle informazioni all'interno dell'azienda.

Condividere, collaborare e far circolare le informazioni e le idee legate ad un progetto, questo è uno degli obiettivi degli strumenti di Enterprise 2.0.

E da un'idea nasce un'altra idea, maggiori sono le informazioni che facciamo circolare in azienda e maggiori sono le probabilità che nascano nuove idee, anche in modo insospettabile. (questo è anche il perno su cui ruota questo blog: le idee)

Alla domanda, "quali saranno i paladini dell'Enterprise 2.0", c'è un'unica risposta: i manager.

Sono proprio i manager, coloro che daranno voce e corpo all'Enterprise 2.0.

Solo i vertici aziendali possono promuovere iniziative Web 2.0 che siano produttive e profittabili per le imprese, e motivare gli utenti verso l'utilizzo di sistemi in grado, da una parte, di rendere migliore il loro lavoro, e dall'altra di portare immensi vantaggi all'impresa.

L'azienda deve evolvere i propri modelli organizzativi verso una maggior collaborazione e condivisione delle informazioni.

Non si tratta di coinvolgere solo il personale interno, ma anche la propria rete vendita, clienti e collaboratori.

Innescare, anche nei confini delle imprese, quel fermento virale che viviamo ogni giorno sul web 2.0, può diventare la sfida da affrontare in un prossimo futuro.

Certo è che i manager dovranno rinunciare a parte del controllo che normalmente esercitano sui propri collaboratori in cambio di quella passione, di quella creatività, della capacità di innovazione e della flessibilità ormai indispensabili nell'affrontare le sfide del mercato odierno, sempre piu' globale ed in rapido mutamento.

Enterprise 2.0 ai blocchi di partenza.

Promuovere collaborazione, comunicazione ed innovazione meglio di quanto non lo faccia la nostra concorrenza, può diventare veramente un grosso vantaggio competitivo.

E' quello che emerge anche dall' Enterprise 2.0 Conference (http://www.enterprise2conf.com/) tenutasi a Boston nei giorni dal 9 al 12 giugno.

La cooperazione creativa, l'ascolto dei propri clienti, la riduzione dei costi, la capitalizzazione della conoscenza ed incremento della flessibilità, possono essere attuati grazie a strumenti tecnologici come Wiki, blog, feed rss, strumenti di tagging e social networks.

McAffee definisce sinteticamente i fondamenti dell' Enterprise 2.0 con l'acronimo “SLATES”.

  • Search: Consente agli utenti di ricercare informazioni rilevanti all'interno di un'organizzazione

  • Links: Consente agli utenti di connettere tra loro informazioni rilevanti

  • Authorship: Consente agli utenti la creazione e la pubblicazione di contenuti

  • Tags: Gli utenti possono strutturare le informazioni assegnandogli parole chiave, organizzandole così in un repository di facile consultazione.

  • Extensions: Consente di estendere le informazioni richieste dagli utenti aggiungendone di altre pertinenti (es: “See also:...”)

  • Signals: Consente agli utenti di essere informati in tempo reale (mail, sms, notifica messenger) quando un'informazione di proprio interesse è stata inserita o modificata.

Riassumendo:

  1. Ricercare informazioni

  2. Collegare informazioni

  3. Produrre informazioni

  4. Categorizzare informazioni

  5. Ampliare informazioni

  6. Essere avvertiti quando cambia l'informazione

Ma attenzione, al centro di tutto non ci sono le informazioni, bensì gli utenti.

Dipendenti, clienti e partner sono i veri protagonisti dell'Enterprise 2.0.

martedì 17 giugno 2008

International Forum on Enterprise 2.0

Il 25 giugno 2008 si terrà a Varese L'International Forum on Enterprise 2.0.
E' un'occasione da non perdere, ed è gratuito.
Iscriversi è molto semplice, basta compilare il form.
Non ci sono scuse, se volete capire meglio cosa sia l'Enterprise 2.0, non potete mancare.
Ecco il programma:

International Forum on Enterprise 2.0 - 25 Giugno 2008
Aula Magna Università dell'Insubria
Via Ravasi, 2 - Varese (Italia)

Tutti gli interventi saranno disponibili sia in lingua inglese che in italiano.

9.00 – 9.45 Registrazione
9.45 – 10.00 Apertura dei lavori

Renzo Dionigi (Rettore dell'Università dell'Insubria)

Un panorama sull'Enterprise 2.0 e sul suo valore strategico per le organizzazioni
10.00 – 10.30 Il Web 2.0 supera le porte dell'azienda

Rosario Sica, Emanuele Quintarelli

10.30 – 11.00 Non è (solo) tecnologia!: l'Enterprise 2.0 come nuovo paradigma organizzativo e strategico

(TBD)

Enterprise 2.0: Strumenti e storie di successo internazionali
11.00 – 11.30 Costruire comunità web che aggiungono valore

David Terrar (D2C e ITBrix LLC)

11.30 – 12.00 Analisi dei network sociali. Le conversazioni informali come asset tangibili per l'azienda

Laurence Lock Lee (Optmice)

12.00 – 12.30 Coltivare Wiki per cambiare l'organizzazione ed aumentare i profitti

Stewart Mader (Atlassian)

12.30 – 13.30 Business Lunch & Networking

13.30 – 14.00 Il "Social tagging" per liberare l'intelligenza collettiva

Thomas Vander Wal (InfoCloud Solutions)

14.00 – 14.30 TamTamy: la risposta alle esigenze dell’Enterprise 2.0

Emanuela Spreafico (Reply)

14.30 – 15.00 "Thinking out of the inbox": più collaborazione riducendo le e-mail

Luis Suarez (IBM)

15.00 – 15.30 Consumerizzare i servizi aziendali per avvicinarsi ai propri clienti

Ran Shribman (Worklight)

15.30 – 16.00 Coffee Break & Networking

Casi italiani
16.00 – 16.30 Innovare attraverso la collaborazione. La community della rete vendita

Diego Gianetti (BTicino)

16.30 - 17.00 Vodafone Lab: la sfida della comunicazione 2.0 di Vodafone Italia

Andrea Ferri (Vodafone Italia)

Enterprise 2.0 at Work
17.00 - 18.00 Come portare l'Enterprise 2.0 nella tua organizzazione

Emanuele Scotti (Open Knowledge), Roberto Battaglia (Intesa Sanpaolo), Fabrizio Iaconetti (Future Drive), Roberto Bellini (AICA Milano)

18.00 - 18.15 Chiusura dei lavori: presentazione del Corso di alta specializzazione in Enterprise 2.0

Gaetano Aurelio Lanzarone (DICOM)

18.30 Fine della Conferenza



lunedì 2 giugno 2008

Social Network 3.0


Generalmente, quando sento parlare di web 3.0, vedo che la tendenza è quella di far riferimento ai motori di ricerca tipo Powerset (Beta di un motore semantico che per ora effettua ricerche solo su wikipedia).
Personalmente, non credo che il web semantico sia tutto qui, ed anzi sono convinto che ben presto lo strapotere dei "Search Engine" subirà un brusco rallentamento.

I "Motori di Ricerca" sono l'emblema del Web 1.0, quello fatto da una moltitudine di pagine ipertestuali collegate le une alle altre.
La naturale complessità che caratterizza l'organizzazione delle informazioni sul web, ed il caos che ne deriva, ha arricchito moltissimi "Search Engine" a partire da Altavista (che molti hanno dimenticato, ma che stà ritrovando nuova vita grazie a "Yahoo! Search Technology" che gli fornisce i risultati di ricerca).

Se è vero che il Web 2.0 è stato caratterizzato dai "Social Network", è altrettanto vero che anche qui i motori di ricerca l'hanno fatta da padroni,
non solo dal punto di vista applicativo, ma anche da quello economico (i motori di ricerca comprano community, social network e blog).

Ma cosa sarà dei Social Network nel Web 3.0?
Quale sarà il futuro dei Social Network?
Parleremo ben presto di Social Network 3.0?
Anche i Social Network stanno cambiando, e stanno organizzando la loro complessità, ma lo fanno scavalcando i motori di ricerca.
I Social Network stanno riorganizzandosi nel modo piu' naturale possibile: SOCIALIZZANO tra loro (e cercano di "capirsi").
Cioè, iniziano a referenziarsi gli uni agli altri. E questo i "Search Engine", i padroni, lo sanno, eccome se lo sanno. (Ricordate le OpenSocial API di Google?)

Sembra ormai chiaro che il futuro della "Net Economy" siano i nuovi Social Network.
Quindi, uomini del marketing, preparatevi ad investire una parte del budget dedicato al Web anche nei Social Network.
Già, facile a dirsi, ma ben altra cosa è mettere in pratica il consiglio.
Non esiste infatti un chiaro modello di business che ricalchi ciò che oggi viene fatto per il S.E.O o l'Advertising (piu' o meno intelligentemente).
In altre parole, posto che il budget ci sia, come potremmo investirlo?

La risposta stà, almeno in parte, nel termine Enterprise 2.0 (anche se il termine mi da la nausea).
Cioè, Social Network applicato alle imprese (Proprio quello di cui si parla qui su Smartfeeling, nel caso servisse ricordarlo ancora).
Enterprise Social Network: ecco il futuro delle imprese su internet.

Bene, per ora mi fermo qui, riprenderemo il filo di questo ragionamento in seguito. Nel frattempo vi invito a documentarvi ulteriormente (magari rileggete anche i miei vecchi post, c'è un filo conduttore) e a pensare un termine meno "vomitevole" di Enterprise 2.0.
Anzi, se avete qualche idea per sostituire il termine Enterprise 2.0, non esitate a commentare questo post.